Pecore nere

Pubblicato il Pubblicato in Nessun dorma

 

Com’è noto, da qualche mese a questa parte stiamo assistendo a un rigurgito d’ideologia fascista.

A preoccupare (quantomeno a preoccupare me) sono la fierezza e la naturalezza con cui questo avviene.

Nota di servizio: l’apologia di fascismo è un reato, massa di ritardati.

E se non fosse preoccupante, farebbe sorridere il cumulo di stupidaggini che ogni volta tocca leggere in giro per il web. O sentire dal panettiere, al bar, peggio ancora in tv da parte di qualche personaggio pubblico.

Esempi.

1) Quando c’era LVI tutti lavoravano.
Stronzata: potevano lavorare tutti quelli iscritti al partito fascista. Tutti gli altri for da li ball.

2) Ha introdotto la pensione.
Stronzata (e due): esisteva già, ha solo aumentato la copertura.

3) Evergreen: ai suoi tempi i treni arrivavano in orario (giuro, l’ho sentita con le mie orecchie).
Quali? Quelli che deportavano ebrei e “feccia” varia?

 

Piuttosto, immaginatevi il regime fascista, quello vero, al giorno d’oggi.
Totale autarchia (niente indumenti, accessori e quant’altro che non sia di produzione italiana, pensateci la prossima volta che digitate “viva il dvce” dal vostro smartphone americano prodotto in cina).
Il coprifuoco. Dov’è che vorresti andare il sabato sera, tu?
La censura. Perché avere paura di esprimere le proprie idee? Mal che vada vi beccate un fracco di botte e un’indigestione di olio di ricino.

Eccetera, eccetera.

Seriamente, ve lo chiedo per favore. Ve lo chiedo a titolo personale.

Basta.

Sbandierate un’ideologia che non conoscete affatto, vi state facendo prendere per il culo da un esercito di clown in giacca e cravatta (ma ogni tanto non ci sta male una bella felpa personalizzata alla bisogna, vero Matteo?). Gente che fino a qualche anno fa l’Italia la voleva sbrindellare a colpi di slogan priapici, o che ha la sede di partito in uno stabile occupato abusivamente (eh, perchè quando c’era lui).

Informatevi, leggete. Soprattutto cercate di CAPIRE quello che leggete.

 

SP

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