11 Settembre

Pubblicato il Pubblicato in Un caffè con la Caposala

 

La mattina dell’11 settembre 2001 diciannove affiliati all’organizzazione terroristica di matrice fondamentalista islamica al-Qāʿida dirottarono quattro voli civili commerciali. I terroristi fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei contro le Torri Nord e Sud del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea venne dirottato contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, si schiantò in un campo vicino a Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell’equipaggio tentarono, senza riuscirci, di riprendere il controllo del velivolo.

Negli attentati morirono 2995 persone, tra cui 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. La maggior parte delle vittime era civile; settanta le diverse nazionalità coinvolte.

Me lo ricordo quel giorno, ero appena arrivata al lavoro, c’era un silenzio innaturale al bar. Tutti a guardar la tele, e lì – alla tele – le immagini delle torri colpite, polvere, gente, calcinacci, pompieri, corpi, lacrime e disperazione.

Ricordo che il mio capo disse “da domani la benzina andrà su, e tutto quello che è trasportabile aumenterà. Vedrai che Bush scatenerà una guerra e sarà il Far West”.

E quanta ragione ha avuto, avesse avuto la stessa lungimiranza per le sue azioni si sarebbe evitato 24 mesi di carcere. Ma vabbè.
Io invece avevo 21 anni e poco mi interessava il prezzo della benzina, però da quel giorno sono cambiate tante cose.

Lascio i discorsi economici, politici e tutte le loro sfaccettature a chi ha le competenze per farli.

Però una cosa ve la dico lo stesso.
Se prima per identificare l’età di qualcuno si chiedeva “e tu dove ti trovavi quando cadde il muro?”, da quel giorno la domanda è diventata inevitabilmente “e tu cosa stavi facendo l’11 settembre?”

Quando incontro persone nuove sul lavoro o sui social (o – incredibile! – anche nella vita vera) prima o poi la domanda salta fuori. E allora sento che c’è chi lavorava, chi studiava, chi si trovava proprio a New York, chi era in giro e non capiva cosa stesse succedendo…

E poi.

E poi c’è lui. L’ultimo ragazzo che ho conosciuto su Facebook mi ha risposto (cito testualmente):
“…11 settembre 2001? Aehm… se era già iniziato stavo andando all’asilo, altrimenti ero a casa con la mamma.”

E niente, ufficialmente non mi sento più una ragazzina.

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