Di buoni propositi, scuole iniziate e poco altro.

Pubblicato il Pubblicato in Un caffè con la Caposala

Sottotitolo: Perché settembre è un pó gennaio.

Anche a voi settembre porta una leggera malinconia, un blues che vi rende difficile riprendere la solita vita?

Sì?
A me no!

Anzi, settembre mi regala continue scariche di adrenalina. A settembre potrei fare tutto, e quando dico tutto intendo proprio tutto.

Poi certo mi capita lo smartphone in mano e finisco in un portale magico dove le ore svaniscono.

A settembre con l’inizio della scuola faccio sempre un check mentale di quanta roba hanno i bimbi.
Nella mia mente è tutto chiaro e lineare, vestiti per scuola/asilo, roba per lo sport, sacche varie da portare a judo e in piscina, vestiti carucci per uscire e robe da battaglia per stare in casa (dite la verità, lo fate anche voi)
Nella mia mente è chiara anche la disposizione dei cassetti dei bimbi.
Pigiami e intimo – sport – casual – belli – bellibelli.

Il percorso che sto tuttora seguendo verso una casa (e una vita) minimal mi sta aiutando molto.

Dove prima i cassetti e i mobili straripavano di oggetti adesso c’è solo joy. Tutto ha una funzione, tutto ha un posto, non ci sono doppioni e dove si posa lo sguardo c’è armonia di forme e colori, un sapiente equilibrio di spazi vuoti e pieni allieta la mente.

Dov’ero rimasta? Ah, i cassetti dei bimbi.

A volte succede che nelle famiglie piovano abiti, regalati da nonne e zie, regalati quando “guarda non posso più fargli mettere questi jeans perchè in estate è cresciuto di centoventimila centimetri… ti offendi? Sono nuovi, guarda, c’è ancora l’etichetta.
No, no. Figurati. E chi si offende. Portali.
eh già che ci sono ti allungo anche delle maglie nuove che a lui non piacciono e proprio non le vuol mettere, anche quelle hanno l’etichetta.
Porta tutto che metto in quest’anta in attesa di avere cinque minuti per farglieli provare.

Domenica scorsa ha piovuto. Quando piove mio marito non fa quello che fanno tutti i mariti del pianeta del tipo mettersi sul divano, riposarsi, giocare con i bimbi.
No.
Quando piove mio marito viene assalito dal virus del riordino ossessivo compulsivo. E dato che non sa ordinare finisce sempre in un disastro.

Ha svuotato gli armadi direttamente sul letto.

Vi giuro che quando ho visto cosa aveva fatto ho avuto un attacco di panico.  Se non mi avete visto al telegiornale è solo perché non potrei sopportare di avere diverse troupes televisive perennemente collegate con Barbara D’Urso e avere la casa per aria.
Anche perché non si è accorto di aver messo nel mucchio anche le mie cose stirate che erano state appoggiate lì.

Se vi dico che son tre giorni che mi vesto con la roba che esce dalla lavatrice mi credete?
E se vi dico che son tre giorni che vado avanti a sistemar quel casino mi credete?
E se vi dico che ne avrò ancora per giorni mi credete?
E non mi fate un pat pat sulla spalla destra?

Dicevo? Ah sì.
l’armadio dei bimbi
Settembre.
l’armadio dei bimbi
L’adrenalina.
l’armadio dei bimbi
Il minimal.

Più volte mi sono confrontata con altri genitori sulla spinosa questione “ma quanti vestiti dovrebbe avere un bambino di 8 anni?”
E le risposte sono state sempre in linea con “sette cambi per la scuola, due per lo sport, tre pigiami, qualcosa per uscire di carino quindi 3-4 maglioni belli, 3 camicie”.
facile no?

No.

A oggi questi sono i nostri numeri per due bambini di 4 e 8 anni:

27 paia di pantaloni p/e di taglia variabile;
16 tute;
8 jeans;
8 costumi;
2 judogi;
75 (settantacinque) magliette a manica lunga;
35 magliette a manica corta;
16 felpe;
4 pullover;
2 camicie a righe;
1 giacca blu elegante.

Genitori più bravi di me, voi come affrontate il consumismo? Mio marito dice che ci servono armadi più grandi, io sostengo che dobbiamo eliminare la metà di tutto.

No, i bambini li teniamo entrambi.

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