Non è sessista!

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Si, lo so. L’immagine in evidenza è un po’ banalotta.
Sono sincero, questa volta volevo passare.

Poi sono uscito di casa per comprare le sigarette, ho raggiunto la piazza del mio deprimente ridente paesello, e ho notato diversi paia di scarpe da donna, rosse, seminate lungo tutto il porticato.
Manco a dirlo, una troiata bizzarra iniziativa in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Prima di proseguire è d’uopo il consueto disclaimer per scimmie ammaestrate:

Attenzione, tra le tante cose che questo blog insignificante si propone di contrastare, c’è anche (e soprattutto) la misoginia.

Ci siamo? Ok…
Domanda: ma non è che forse stiamo un pochino esagerando?
Perché ho l’impressione che si stia perdendo di vista la sottile linea rossa che divide una civile manifestazione di dissenso nei confronti di una piaga sociale, da un grottesco carosello ai limiti della parodia.

Esempi.

Roma, manifestazione dell’associazione Non Una Di Meno*. Un uomo viene cacciato dalla testa del corteo perché questa manifestazione è una roba da donne.
Ne parlano diffusamente i paperi qui, ma comunque il succo è sempre quello: escludere gli uomini da una manifestazione contro la violenza sulle donne perpetrata dagli uomini, è una stronzata.

Pietro Grasso, presidente del Senato, si scusa “a nome di tutti gli uomini” per le violenze e gli abusi subiti dalle donne.
Posso togliermi lo sfizio d’indignarmi anch’io?
Dico, dal momento che non mi sognerei mai nemmeno di alzare un dito su di una donna, posso sentirmi profondamente offeso da questa immane porcata?

Lucia Annibali, William Pezzullo.
Queste due persone hanno diverse cose in comune. Sono vittime di crimini passionali, per esempio. E sono state entrambe sfregiate con l’acido.
Le cose in comune finiscono qua. Ma una differenza, su tutte, è degna di nota.
Lucia Annibali è stata insignita con un’onoreficenza dall’ex presidente Napolitano, come “simbolo della lotta alla violenza sulle donne”. Il suo aggressore condannato a vent’anni per tentato omicidio. Giusto, giustissimo, sacrosanto.
Nessuna onoreficenza per William Pezzullo, invece. E niente tentato omicidio per la sua carnefice, dieci anni e via andare. Gius… no, cazzo.

E mollo qui, che mi sta salendo il carognone.

Tutto questo per dire che a furia di enfatizzare, di parlare di femminicidio anche quando non lo è, di esagitare gli animi con statistiche a casaccio, a furia di speciali della D’Urso / Quarto Grado / tv spazzatura varia, si sta creando una situazione surreale in cui molestie e violenze di genere sono un’esclusiva femminile, tutti gli uomini possono essere dei mostri e, in definitiva, se hai il cazzo sei colpevole a prescindere.

Dite di no? Esagero? Fatevi un giretto tra i commenti di qualunque articolo tratti il caso di un uomo ucciso da una donna. Tra un “evidentemente aveva i suoi motivi!” e un “finalmente un caso dove lei colpisce per prima!” avrete modo di vedere quanto io stia effettivamente esagerando.

Poi succede che l’utente maschio medio, che quando si triggera ha le capacità cerebrali di un cercopiteco, vede ‘ste cose e si unisce al club del “se l’è cercata” quando si parla di una violenza sessuale a caso (e per questi l’unica soluzione che mi viene in mente, ahimè,  non è consentita dalla legge).

Esiste il femminicidio. Esiste l’androcidio.
Esistono le molestie e le violenze di uomini miserabili ritardati che concepiscono la donna come un oggetto da usare a piacimento.
Esistono donne miserabili ritardate che concepiscono l’uomo come il male necessario alla riproduzione.

Paradossalmente, la violenza di genere non è sessista: dà in culo un po’ a tutti.

Siam proprio sicuri che farci la guerra femmine contro maschi / maschi contro femmine sia la soluzione?

 

SP

* E’ già la seconda volta, da quando ho aperto il blog, che cito questa associazione. Direi che sta nascendo un amore, se non temessi un’accusa per molestie.

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